Cape Henry 21 piani di costruzione

701.063-SHEETDER

compensato marino - lapstrake - CAD
mt. 6,30. Sullo stile del tradizionale cutter anglosassone, con armo aurico o sloop marconi. Con un pozzetto molto ampio, è  ideale per la crociera costiera. Disegni mylar 1:1 paratie e paramezzale compresi nei piani standard. maggiori dettagli su www.nautikit.com 

Per questo progetto è disponibile il Kit di Costruzione 
 
PROMOZIONE: all'acquisto dei piani di costruzione sconto 15% sulla 1ª  fornitura di AMPROᵀᴹ (comprese le cariche inertie dei tessuti e-glass di rinforzo. Chiedi il COUPON nelle note dell'ordine.

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Descrizione

CAPE  HENRY  21
 
Pilot Cutter tradizionale, carrellabile
 
scafo lapstrake in compensato marino
 


 

 

Bella e veloce, il fascino delle barche tradizionali "Pilot Cutter" 
inglesi in una moderna interpretazione dello scafo in lapstrake

 

Sistemazioni interne per la famiglia nei weekend, 

Un pozzetto profondo, protetto e molto spazioso

 

Cutter aurico o Marconi, deriva mobile o chiglia fissa

motore fuoribordo in pozzetto, timone esterno

 

Adatto all'autocostruzione o a una rapida 

ed economica realizzazione professionale

 

 


 

 

 Il Cape Henry 21 in lapstrake (una versione più moderna del classico clincker) con compensato marino + epoxy è lo sviluppo naturale del Cape Cutter 19, un cabinato carrellabile prima prodotto in vetroresina (e divenuto in poco tempo molto popolare in Inghilterra: 70 scafi venduti nei primi due anni), in seguito costruito anche in legno/epoxy. Il 19 ha mostrato grande carattere, grande marinità e sorprendenti doti di velocità.
Il fascino e il successo di questa piccola barca hanno portato a un flusso costante di richieste per barche simili ma con dimensioni maggiori: un 21' solo leggermente più grande ma ancora con una facile gestione della carrellabilità, un 25' ancora di piccole dimensioni ma decisamente più abitabile e infine un 30', un pilot cutter per crociere d'alto mare nel miglior comfort possibile. Per il 21' la scelta progettuale è stata semplicemente quella di incrementare di circa 1/3 le misure in termini di volume e dislocamento ottenendo notevoli benefici nello spazio, nelle stabilità e nelle performance. Per dimensioni maggiori le aspettative degli armatori sono diverse, soprattutto nell'abitabilitò,  e richiedono considerevoli cambiamenti progettuali.
Il nome del Cape Cutter 19 deriva dal Capo di Buona Speranza, in Sudafrica dove il progettista Dudley Dix ha vissuto per gran parte della sua vita; quello del Cape Henry 21 è in onore di un capo alle bocche della Chesapeake Bay in USA, dove Dudley  ha preso casa dal Gennaio del 2004.
 
 
  
 

 

  
Il disegno dello scafo è Cape Henry 21 ispirato alle linee della tradizionale imbarcazione a vela inglese che ha visto molte interpretazioni nei suoi concetti base.  Lo scafo è costruito in lapstrake con compensato marino e resina epossidica multiuso, con curve accuratamente sviluppate sulle strisce per produrre uno scafo grazioso. Lo  scafo in lapstrake ha gli  spigoli tra le strisce accentuati da scalini di connessione, per cui rischia di essere brutto a vedersi se non ben proporzionato.

 

 


Cape Henry 21 GRP trailer sailer

 

Nel disegnare le forme dello scafo,  Dudley Dix ha mantenuto il costante confronto tra le linee generate dal computer e il tradizionale disegno su carta. Ciò gli ha permesso di valutare meglio le proporzioni ma anche l'estetica generale di uno scafo a clinker, cosa che risulta difficile sullo schermo del computer.
In questo modo si sono ottenute delle forme aggraziate oltre che funzionali.  Il secondo passo è stato quello di usare un programma 3D che ha permesso di
generare accurate forme in piena scala dei pannelli di rivestimento del guscio e delle paratie. In questo modo taglio e costruzione saranno più veloci. 


 

 
Il Cape Henry 21 è costruito su paratie permanenti in compensato marino e ha una spina dorsale, un semi-paramezzale, che corre longitudinalmente sulla mezzeria dalla ruota di prua fino alla cassa di deriva. Paramezzale e paratie si incastrano tra loro rendendo l'installazione un compito molto facile e dando straordinaria rigidità strutturale alla parte anteriore dello scafo. La cassa di deriva e la chiglia piena in massello, attraversata dal pozzetto per il piede del fuoribordo, forniscono la robustezza al resto dello scafo.   
 


 

 
 Lo scafo è anche irrigidito strutturalmente dai correnti posizionati su tutti gli spigoli. Sicuramente  i filetti di epoxy avrebbero fatto egregiamente il loro lavoro ma sarebbe stato più difficile mettere in posa i pannelli sagomati dello scafo a causa della loro scarsa flessione. Probabilmente i costruttori professionisti avrebbero trovato delle soluzioni efficaci ma la preoccupazione era di rendere il lavoro più facile possibile per gli autocostruttori inesperti. I correnti sugli spigoli infatti costituiscono un'ottima base su cui ancorare i pannelli dello scafo, oltre ad essere delle linee guida per il corretto posizionamento degli stessi. 

 

 

Inoltre, lo scafo senza correnti avrebbe una grande resistenza esterna alla pressione del mare ma non sufficiente per eventuali carichi all'interno: una persona pesante che accidentalmente dovesse cadere dalla seduta in cabina contro le pareti  potrebbe provocare crepe proprio sugli spigoli senza il rinforzo dei correnti, con conseguenti problemi strutturali. Degli schienali o dei buoni cuscini tra i correnti delle pareti in cabina possono assicurare una comoda seduta sulle panche.
 

 

 

 

 

 La disposizione interna è una copia leggermente riscalata del 19', con piccola cambusa, doppia cuccetta in avanti e cuccette di quarto. La lunghezza extra offre più spazio per il cuccettone di prua  e una lunghezza sufficiente per le cuccette di quarto, per consentire a mamma e papà di sedersi comodamente dopo che i bambini sono entrati. Una toilette portatile può essere posta sotto il cuccettone di poppa e può essere schermata con una tenda per la privacy. 
 
 

  


Versione deriva mobile                                                                                     

 
 

versione chiglia fissa                                                                                

  

 Lo scafo ha buone caratteristiche prestazionali. La lunghezza al  galleggiamento è quasi uguale a quella dello scafo, fattore che incrementa la sua velocità rispetto al dislocamento in gran parte delle condizioni di navigazione.  
 



 

È molto fine sul dritto di prua fin dal primo spigolo , con una curva concava alla linea di galleggiamento. Questo offre  una buona penetrazione in acqua,  dando nel contempo una grande direzionalità sopravvento . La stellatura nelle sezioni superiori e un'ampia coperta  di prua offrono galleggiabilità di riserva e una sistemazione interna sufficientemente spaziosa.


  

 

  A poppa la raggiatura importante  perdona molti errori di manovra e  offre grandi capacità di carico in pozzetto  per reggere bene il peso dell'equipaggio senza eccessivi cambi di assetto a prua o a poppa, a volte necessari sulle piccole barche 
 
 



 

come in molte barche di questo tipo e queste dimensioni, il motore fuoribordo è posto in pozzetto con una culla passante tra il pagliolo e il fondo dello scafo, subito a poppa della chiglia. Una soluzione molto pratica per la manutenzione e sicura, con l'elica sempre in acqua ma al sicuro da urti o fenomeni di cavitazione.
 




Il rig ha le apparenze del cutter; non è espressamente progettato per navigare con le due vele di prua anche se nelle  andature al traverso, dalla bolina larga al lasco, ha una buona  efficienza. Per navigare bene con la tormentina è necessario un Yankee o comunque un fiocco con bugne alte. Invece il rig prevede un grande genoa all-round sul bompresso, in condizioni da leggere a moderate, anche su avvolgitori rinviati in pozzetto.
 

  

  
La vela sul dritto di prua sembra una trinchetta ma è davvero un fiocco per condizioni pesanti, quasi una tormentina. Se usato come trinchetta con il genoa dovrà essere un po' più chiuso in testa per non interrompere il flusso dei filetti. Il bompresso non è fisso sul dritto ma incernierato, così da poterlo rientrare in coperta quando non in uso;soluzione molto comoda quando si è all'ormeggio in banchina. lo strallo di prua principale è fissato allo scafo quindi la vela può essere utilizzata anche senza bompresso.



 
L'albero è in legno cavo, fabbricato con il metodo Birdsmouth. L'albero è abbastanza leggero per essere sollevato da due persone senza ausili meccanici. 

 
 

da Boatdesign.net

 

Il boma è fissato a collo d'oca al tabernacolo piuttosto che all'albero, permettendo così di abbattere l'albero senza rimuovere il boma. 

 



 

La randa è un gaff  a  picco che offre una buona efficienza pur non avendo molta superficie in alto. Il basso centro di questo piano velico le consente di portare molta vela, più di quanto sia normale per le barche di dimensioni simili con rig  più moderni. Il risultato è una prestazione sorprendente in condizioni da leggere a moderate. Per chi preferisce c'è comunque anche un'opzione del piano velico marconi con randa bermudiana. 
 
 


 

 

La Lista dei materiali
 
La lista dei disegni
 
Il grafico di stabilità

 

 

Caratteristiche 
 

 Lunghezza fuori tutto escluso   bompresso

 6.38 m

 Randa + Genoa

 28,46 m²

 Lunghezza al galleggiamento

 6.50 m

 Randa

 16,12 m²

 Larghezza al baglio massimo 

 2.42 m

 Trinchetta

 6,04 m²

 Immersione

 0,49/1,34 m

 Genoa

 12,34 m²

 Dislocamento

 1.450 kg

 Superficie velica/area   immersa

 2,56

 Peso a secco

 1.160 kg

 Coefficiente prismatico

0 ,52

 Zavorra

 520 kg

 Coefficiente di finezza 

 0,64

 Superficie al galleggiamento

 7,56 m²

 Momento raddrizzante
 a 30 °

 523 kgm

 Tasso di immersione

 77 kg/cm

 Momento raddrizzante 
 a 60 °

 644 kgm

 Superficie immersa

 11,1 m²

 Momento raddrizzante
 a 90 °

 303kgm

 Dislocamento/Lunghezza

 184

 Motore fuoribordo

 6 hp

Dettagli del prodotto
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