Sono un senescente, incanutito, logorroigo e prolisso boatbuilder alle prime armi. Per 'innumerevoli eoni' sono stato attanagliato dall'insano desiderio di veleggiare per il Mediterraneo e magari, perchè no, oltre le colonne d'Ercole (sono in procinto di sostenere l'esame per la pantente nautica, vela e motore off limits), ma, purtroppo, i costi delle imbarcazioni adatte per questo tipo di crociera (tutte fuori dalla portata delle mie tasche, siano esse nuove che usate) - sigh! sono solo un modesto impiegato!! - mi hanno privato della soddisfazione di portare a termine questo mio irraggiungibile sogno.
La scoperta del vostro sito (ci sono arrivato per caso sfrugugliando nella rete alla ricerca di vele economiche) e la lettura dei messaggi sul forum (complimenti per la competenza e professionalità del moderatore e dei partecipanti), hanno riacceso in me la speranza di riuscire nel mio intento e magari poter ammirare dall' alto della tuga della mia barca autocostruita che so, la costa del Peloponneso, o fare i bagno al largo della deliziosa isola d'Elba, or why not, per rimanere in casa, circumnavigare la Sardegna lungo tutta la sua meravigliosa e frastagliata costa.
Grandi sogni, grandi progetti.
Ho messo gli occhi sul Didi 34, e conto in settimana di ordinare i piani di studio per farmi un idea sulle avversità che mi aspettano per i prossimi anni a venire .
Tenendo conto che ho una discreta manualità nel lavorare il legno (gran parte degli arredi di casa gli ho realizzati personalmente, spesso utilizzando materiale di recupero, e grazie all'ausilio di mio suocero, esperto falegname anch'egli arso dalla febbre dell'autocostruzione), e che la volonta di riuscire certo non manca, gradirei avere dei chiarimenti su alcune incertezze che mi affliggono e che vi espongo qui di seguito:
1) Benchè nato e residente in Sardegna (e sardo da generazioni) ho la ragguardevole altezza di 1,86 mt. (vi è un mito da sfatare circa le altezze del popolo sardo
Direte voi: ma che cazzo c'entra tutto questo con le barche!!!
Ebbene, l'altezza del Didi 34 è 1,87 mt all'ingresso della dinette e questo e quasi bbuono, ma, vicino all'albero è di soli 1,76 mt e questo non è bbuono affatto. Ora: è possibile modificare la struttura della coperta affinchè il quadrato sia vivibile dall'enormità della mia massa, per la sua interezza, senza che la barca scuffi su andatura di bolina a causa del baricentro indiscutibilmente più alto? Se si, come?
2) Dai disegni e fotogrammi presenti sulla pagina dedicata al Didi 34 ho notato che, di default, la timoneria è a barra con timone outboard.
Sarebbe possibile apportare delle modifiche per avere il timone inboard (e quindi sfruttare l'incavo della parte terminale della poppa come plancia per tuffarsi tra i flutti del succitato Tirreno centrale, contribuendo così a far aumentare il livello del mare anche da quelle parti) e montarci la timoneria a ruota (che preferisco sia da un punto di vista estetico - mi farebbe molto Capitan Achab - che pratico)? Se si, come?
3) Il Didi 34, a differenza degli altri modelli che ho avuto modo di mettere a confronto, sia su Nautikit.com che su Dixdesign.com, mi ha folgorato a prima vista, sia per il metodo costruttivo, che personalmente preferisco agli altri (una barca in legno è sempre una barca in legno), sia per il design dello scafo che trovo 'snello' ?! ed elegante, che per le linee d'acqua che mi sembrano più 'marine' di uno scafo costruito col metodo multispigolo (probabilmente ho detto una corbelleria pazzesca; vi prego correggetemi se ho sbagliato nella valutazione).
Problema: essendo un 34 piedi (quindi 10.40 mt), come ben sapete, non è più considerato natante ma imbarcazione e quindi soggetto a tutti quegli adempimenti previsti dalle nuove normative in materia di nautica da diporto.
Sarebbe possibile, senza compromettere le caratteristiche strutturali e la stabilità dello scafo, ridurlo di 41 cm affinchè diventi un 33 ft e quindi un natante (magari riducendo di pochi centimetri le distanze tra le paratie, in fase di realizzazione dello scalo, fino ad ottenere la LOA desiderata)?
Certo di avervi abbondantemente tediato con le mie lunghe elucubrazioni, vi saluto cordialmente e resto in attesa di una vostra cortese risposta.
Troppo impostato e formale come finale.
Preferisco un più informale: ciao a tutti e buon vento.
Gianni