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COSTRUZIONE
DI IMBARCAZIONI
IN
COMPENSATO MARINO
CON
IL METODO RADIUS CHINE
(impiegato
nel Didi 38 "Black Cat" e nelle altre barche della serie Didi)
di
Dudley Dix - traduzione di Franco
Furcas
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Questo
articolo descrive il metodo di costruzione con compensato "Radius
Chine" sviluppato da Dudley Dix tra il 1994 e il 1995 per la
costruzione la sua barca di 38', Black Cat. A questo progetto, denominato
Didi 38, sono seguiti il Didi 26, il Didi 34, il Didi 30 e ora
il Didi Mini. Sono progetti adatti alla costruzione amatoriale o
professionale, i cui piani sono disponibili per l'acquisto. |

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Il
Didi 38 "Black Cat" nella traversata del Sud Atlantico |
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Un
tempo, il compensato marino rappresentava il materiale più popolare per
la costruzione amatoriale. Venne temporaneamente messo da parte dal
ferro-cemento che, fortunatamente, non mantenne a lungo il suo primato.
Oggi, molti autocostruttori acquistano scafo e coperta in
vetroresina da assemblare, mentre coloro che intendono partire da zero
generalmente preferiscono l'acciaio.
La
maggior parte delle persone crede ancora che le barche in legno siano
destinate ad avere problemi di imputridimento. Ciò che è sfuggito loro
è che la maggioranza delle barche in legno che vedono sono piuttosto
vecchie, spesso risalgono a prima dell'avvento della vetroresina. Molte
fra le più recenti barche in vetroresina, invece, sono in peggiori
condizioni, con problemi di osmosi, rottura del gelcoat e delaminazioni. |
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Materiali
moderni.
Le
epossidiche moderne forniscono un mezzo per aumentare le aspettative di
vita di una barca in legno nuova. Esse mantengono all'esterno l'umidità e
prevengono in maniera molto efficace l'imputridimento, fornendo al tempo
stesso una finitura esterna resistente e liscia quanto la vetroresina. La
maggior parte delle barche in legno ancora in navigazione venne costruita
prima che le resine epossidiche cominciassero ad essere utilizzate come
rivestimento nella nautica, pensate a quanto potrebbero durare se da nuove
fossero state rivestite con resina epossidica.
L'efficacia
dei rivestimenti in resina epossidica è rappresentata anche dal fatto che
costosi mezzi di giunzione in bronzo o acciaio inox ( Fasteners: termine
generico in cui possono comprendersi chiodi, graffe, viti, etc.) non sono
più necessari da quando vengono annegati all'interno del rivestimento. Le
viti in ottone non si trasformeranno più in rame poroso e fragile e i
chiodi non arrugginiranno dal momento che l'acqua salata non avrà la
possibilità di entrare in contatto con loro. L'importanza relativa di
questi strumenti di giunzione viene ridotta perché gli adesivi oggi in
uso sono solitamente più resistenti del legname che vanno ad unire. |
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Costruzione
economica
Con
il mio Didi38, mi sono riproposto di fornire al costruttore amatoriale un
modo per realizzare uno scafo performante di sezione tonda (dall'inglese:
round bilge - sentina tonda) utilizzando prevalentemente fogli di
compensato e resina epossidica. Non ho inteso realizzare un progetto di
tipo "soft chine" (Contrapposto a "hard chine" =
"spigoli vivi" potrebbe significare "spigoli
smussati") così come fatto in passato sia da me che da altri.
Inoltre, non volevo che si procedesse tagliando strisce di compensato da
fissarsi in doppie diagonali con le quali fasciare poi lo scafo. Ciò
avrebbe allontanato l'obiettivo, utilizzando semplicemente i fogli per modellare lo
scafo in lamellare. Il metodo alternativo di
creare una "pelle" da un singolo strato di strisce di compensato
ricoperte di epossidica, poteva presentare problemi di rifinitura,
accompagnati da incremento della manodopera, dei materiali, del
peso.
Ho
iniziato dal principio di modellazione radius chine che ho utilizzato con
successo per scafi in acciaio, modificandolo fino ad ottenere una forma
che si adattasse al più leggero, quindi meno profondo, scafo in
compensato. Il risultato è uno scafo a spigolo singolo, con un raggio
costante dello spigolo dallo specchio di poppa alla zona dell'albero che
si restringe poi progressivamente da qui alla prua.
Il
radius (radius nel testo, identifica lo spigolo arrotondato) comprende
circa 1/3 dell'area totale dello scafo. Ciò significa che circa i 2/3 del
fasciame possono essere rivestiti in maniera relativamente veloce, perché
vengono applicati in fogli piani. I pannelli variano in larghezza da una
fetta sottile per il pannello anteriore di fondo, a poco più di un foglio
per le facce superiori della prua. Sono generalmente più larghi che non
nei progetti |
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Costruzione
semplice
Lo
scafo è realizzato con correnti orizzontali uniti alle paratie in maniera
simile alla costruzione di modelli di aerei in balsa, le paratie sono più
veloci e facili da realizzare con precisione, che non le ordinate. Le
paratie sono tracciate con cura sul compensato, come mostrato nei
diagrammi, utilizzando sezioni generate col computer, oppure vengono
tracciate da più costose sagome in dimensioni |
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reali,
quindi vengono tagliate con una sega da traforo.
Altre opzioni possono
essere rappresentate dall'acquisto di un kit di paratie premarcate o
pretagliate da un terzo fornitore oppure ancora dall'acquisto dei file da
utilizzarsi per il taglio con macchinario laser CAD/CAM laddove questo
servizio fosse disponibile.
Le
paratie complete includono le aperture per le porte, aperture di accesso
etc. , gli intagli per i correnti, per il trave di chiglia etc. e i
tasselli destinati ad accogliere gli arredi. Gli intagli per i correnti
vengono tagliati con una semplice sega, in modo da produrre intagli puliti
ed regolari, pronti per accogliere il legname che viene inserito a
pressione. |
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Le
paratie vengono posizionate accuratamente a piombo e a livello sui
sostegni imbullonati allo scalo. Una cordicella lungo la linea centrale e
un filo a piombo ed una livella o una livella ad acqua vengono utilizzate
a tale scopo. |
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Dopo
aver fissato le paratie allo scalo, si può procedere con l'assemblaggio
longitudinale.
Il
trave di chiglia viene realizzato giuntando in testa piccole sezioni, una
semplice operazione da eseguire con un pialletto a mano. E' necessario
assottigliarla ad entrambe le estremità, il che viene eseguito con una
sega circolare rifinendo poi con la pialla.
Allo
stesso tempo, deve essere installato il dritto di prua, per stabilire il
limite anteriore dei longitudinali. Formato dall'incollaggio di due
spessori, esso viene smussato approssimativamente con la sega prima
dell'installazione.
Squadrette
di compensato vengono quindi fissate alle scanalature nel legno per unire
la chiglia con il dritto di prua e con lo specchio di prua. |
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Dopo
aver piallato il dritto di prua allo spessore finale i controdormienti
vengono fissati diagonalmente tra scafo e ponte. Essi vengono smussati
approssimativamente lungo entrambi i bordi con una sega a motore per
ridurre il lavoro di piallatura del pezzo in loco. Giuntati
preventivamente nella lunghezza richiesta, vengono fissati con viti e
incollate al dritto di prua e ai tasselli di legno duro su paratie e
specchio di poppa.
Il
trave di chiglia, il dritto di prua e i controdormienti vengono piallati a
mano per formare le superfici sulle quali il fasciame verrà incollato.
Nel caso di chiglia e dritto di prua queste superfici vengono impiegate
anche per allineare accuratamente le estremità anteriori dei
longitudinali, perciò è necessario che ciò venga fatto
contemporaneamente al posizionamento dei longitudinali.
I
longitudinali vengono incollati in alloggiamenti intagliati nel dritto di
prua, paratie e specchio di poppa. I longitudinali tangenti sono
di
12 mm più sottili degli altri, ma sono inseriti in alloggiamenti della
stessa profondità. La differenza è colmata mediante rinforzi in
compensato ampi 100 mm che hanno lo scopo di fornire una superficie di
incollaggio all'intersezione tra la parte radiale e quella in fogli piani
del fasciame. I rinforzi posizionati sulla faccia delle paratie posta di
fronte ai correnti, rinforzano l'intersezione e possono essere applicati
sia prima che dopo l'applicazione del fasciame. |
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Le
superfici piane laminate vengono formate in posizione anziché sul pavimento
del cantiere. Le strisce vengono fissate con morsetti contro i longitudinali
e la chiglia, incollandole tra loro ma non alla struttura dello scafo. Dopo
l'indurimento, le superfici vengono trasferite sul banco per la pulizia e la
piallatura del profilo definitivo prima dell'installazione.
Dei
distanziatori vengono poi posizionati tra le superfici, seguiti dal
paramezzale. Insieme alla chiglia, formano la trave ad "I"
(I-beam)
che
distribuisce i carichi della zavorra a pruavia e a poppavia dello scafo.
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Allestimento
durante o dopo la costruzione dello scafo
Ci
sono due possibili vie da seguire per l'allestimento. E' possibile
installare parte degli arredi prima dell'applicazione
del fasciame, oppure è possibile farlo dopo la rotazione dello scafo. Io
ho realizzato tutti i sostegni delle cuccette, gli armadietti delle cabine
di
prua e di poppa, i divani, l'armadietto del gas e il pozzetto ancor
prima di rivestire lo scafo, molto di tutto ciò può essere realizzato
anche prima di installare i longitudinali.
I
benefici sono rappresentati dalla maggiore facilità di applicazione dei
ripiani agendo dall'esterno che non dall'interno, nonostante
la necessità
di lavorare capovolti e il fatto che i raccordi in epossidica tra le
componenti orizzontali degli arredi e il fasciame devono essere eseguiti
su di un lato quando lo scafo è capovolto e, ancora, sull'altro lato
quando viene girato. Un inconveniente è rappresentato dal fatto che
alcune parti del fasciame saranno difficili da raggiungere per operare il
rivestimento con epossidica e dalla difficoltà di eseguire i raccordi in
epossidica delle paratie con gli armadietti installati. A ciò si può
parzialmente porre rimedio rivestendo preventivamente le aree dove si
prevede che potranno verificarsi tali problemi.
L'area
del fasciame composta da fogli piani segue dappresso, con l'unione
trasversale tra le strisce eseguita mediante giunti a palella piuttosto
che con coprigiunti. Le giunzioni a palella sono di realizzazione
laboriosa oltre che difficile, ma può essere resa più veloce tagliando
la maggior parte del legname con una sega e una maschera di riferimento,
quindi piallando fino alla superficie finale.
Prima
di collocare I fogli, ognuno di essi deve essere preparato per l'unione
con il fasciame radiale. Ciò comporta fresare una battuta larga 25 mm e
dimezzare lo spessore del fasciame per la sovrapposizione del secondo
strato del radius. I fogli vengono incollati a tutta la superficie di
contatto degli altri componenti, quali il controdormiente, trave di
chiglia, longitudinali, longitudinali tangenti, paratie e arredi. |
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Fasciare
il radius
Il
radius viene fasciato con due strati di compensato, ad iniziare dalla
poppa fino all'altezza dell'albero e in tre strati da qui alla prua. Il
primo strato viene incollato ai longitudinali ed ai longitudinali tangenti
tra il fondo ed il lato del compensato, con gli strati seguenti che si
sovrappongono alle battute fresate sul fondo e sul lato del foglio, a
formare un giunto a battuta
Ho
fatto degli esperimenti per stabilire l'ampiezza delle strisce di
compensato utilizzate per il radius, trovando che strisce ampie da 250 a
300 mm sono più facili da posizionare quando si lavora da soli, e
consente una copertura più rapida che non quelle più larghe. Ciò è
dovuto principalmente alla necessità di sagomare accuratamente il
pannello intorno alla curva, mentre si applicano i morsetti. Due persone
che lavorino insieme possono trovare più conveniente l'utilizzo di
pannelli più larghi. La circonferenza del radius si traduce in un
utilizzo del materiale relativamente efficiente anche perché solo 200 mm
circa di ogni striscia vengono perduti in scarti.
Come
sistema di bloccaggio ho utilizzato viti provvisorie per il primo strato
perché c'è il problema del rimbalzo, come imparato con l'esperienza, se
si tenta di inchiodare o fissare con graffe contro i longitudinali senza
che qualcuno si mette dall'altro lato ad opporre resistenza. Gli strati
seguenti vengono applicati con alcune graffe temporanee ed alcuni chiodi
ad occhiello contro i correnti. Due persone che lavorano insieme possono
utilizzare graffe o chiodi anche per il primo strato. |
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Dopo
il completamento del fasciame dello scafo, la poppa viene sagomata nel suo
profilo definitivo e viene eseguito l'intaglio dello specchio di poppa per
il supporto del timone. Il fasciame a prua è piallato a filo con il
dritto e ricoperto con una placca di rivestimento.
Un
asse di simmetria viene piallato sul fondo in compensato per l'intera
lunghezza della parte inferiore e il materiale eliminato viene rimpiazzato
da una striscia di compensato incollato, con degli incastri lungo i bordi.
Questa
viene quindi piallata e sagomata nel profilo a V del fondo. Lo scopo di
questa operazione è di presentare gli incastri trasversali del fasciame
contro l'asse di simmetria, unire insieme i due lati del fasciame ed
irrobustire il debole accoppiamento longitudinale. |
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Dopo aver
carteggiato e riempito i fori lasciati dai mezzi di giunzione, lo scafo è
pronto per il rivestimento con epossidica ed ogni altro tipo di protezione
si senta necessario. Il mio scafo non era perfetto ma c'era abbastanza
vicino perché aveva bisogno solo di ritocchi nelle zone dove ero stato
meno attento con la levigatrice a nastro. |
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La finitura finale, con un minimo
di manodopera, è tanto buona che molti nel vederla la scambiano per una barca in vetroresina. Un
metodo di finitura alternativo potrebbe essere quello di rivestire lo
scafo con uno strato di vetroresina, ma, è importante che esso sia fissato con epossidica, se si vuole ottenere una protezione
efficace del legno, non con resina poliestere. Questo metodo richiederà qualche rifinitura
successiva per ottenere uno scafo liscio ma
aggiungerà resistenza alla superficie contro i danni da impatti contro
relitti, banchine, etc. |

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Girare
lo scafo.
La
rotazione dello scafo fu per noi un evento sociale, perché è una delle
pietre miliari (della costruzione). La si è eseguita per mezzo di un
paranco a catene sospeso a una impalcatura montata di fianco allo scafo.
Dopo aver abbassato lo scafo sul terreno ed aver smantellato il basamento,
lo si è sollevato su un fianco per gradi e lo si è avvicinato alla torre
fino a che non si è trovato poggiato sul bordo lungo l'impalcatura.
Quindi lo si è fatto scendere dall'altro lato per completare la
rotazione. |
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In questa fase della costruzione lo scafo pesa solo 600 kg, per cui una coppia di persone robuste può muovere alternativamente poppa e prua di traverso per spostarlo lateralmente.
Una parola di raccomandazione, siate pronti a coprire lo scafo. Ho dimostrato che il tempo aspetta solo che uno scafo venga girato ed ha scoperto il mio tre volte su tre. Il giorno seguente è sempre piovuto ed ha trasformato i miei scafi in piscine. Questa volta ero pronto con dei teli di copertura che si rivelarono necessari.
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Costruzione
della coperta.
La
costruzione della coperta procede abbastanza velocemente perché non vi
sono molti bagli trasversali, ognuno dei quali necessita di essere
sagomato accuratamente, fissato alla giusta altezza e incastrato nel
controdormiente. Invece i longitudinali e i puntelli cadono in intagli
presagomati nelle paratie e forniscono automaticamente forme e livelli
richiesti. |
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Sono necessari
dei bagli (laminati in posizione) sul ponte di poppa, per sostenere il
circuito della scotta di randa, e per il cielo della tuga (laminati sul
banco di lavoro).
La
coperta a prua e il cielo della tuga sono realizzati con due strati di
compensato da 6 mm incollati insieme, ma il resto è realizzato con
compensato da 12 mm. Le mastre del pozzetto sono costruite a partire dallo
scafo, con le sedute che divengono parte del rivestimento della coperta.
Questo consente una costruzione veloce ed una soluzione semplice per
pratici alloggiamenti per maniglie del winch, panini, olio solare etc. Il
bordo del ponte utilizza una finitura in compensato sopra il
controdormiente che presenta un incastro trasversale per unire fra loro
scafo e coperta. |
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Interni
Gli
arredi della mia barca sono realizzati quasi interamente in compensato da
6 mm, con l'eccezione dei divani, che sono realizzati in materiale più
pesante, perché costituiscono il fianco e la copertura dei serbatoi
d'acqua, e la base del tavolo, che costituisce il serbatoio del
combustibile. Questa struttura si è difesa bene nell'utilizzo in mare e
si è rivelata rigida, senza perdite dai serbatoi dopo due traversate
atlantiche. |
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Irrobustimenti
opzionali per l'utilizzo in crociera
Per
coloro che intendono costruire questa barca per l'utilizzo in crociera,
gli arredi interni possono essere costruiti in compensato da 9 mm e lo
spessore del fasciame può essere aumentato fino a 18 mm, per incrementare
la resistenza contro gli urti. Se questo viene realizzato aumentando lo
spessore all'esterno e non verso l'interno, il peso extra della struttura
viene assorbito dall'aumento di volume dello scafo che quindi non si
immergerà maggiormente nonostante l'incremento di resistenza. |
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Tolleranze
delle imperfezioni del sistema di costruzione
Un
principio da me costantemente applicato a questo progetto è quello di
aumentare le superfici di incollaggio al confronto degli schemi
costruttivi tradizionali, mentre era prudente ridurne l'importanza
strutturale. Ciò ha l'effetto di aumentare la tolleranza del sistema nei
confronti delle imperfezioni di lavorazione. Non è bene ridurre il peso
strutturale e poi pretendere una perfetta lavorazione d'alta classe
professionale nell'assemblaggio della struttura. La mia personale abilità
talvolta mi sorprende, talaltra mi delude. Mi vedo come un dilettante
mediamente competente e non mi aspetto di più dagli acquirenti non
professionisti dei miei progetti.
Il
progetto comprende altri aspetti intesi a facilitare il lavoro del
costruttore dilettante e a contenere i costi. Il timone sospeso sullo
specchio di poppa è realizzato in compensato dotato di un'anima in legno
duro che agisce da asse per sostenere i carichi. Poggia su una coppia di
agugliotti sovradimensionati che possono essere fabbricati in garage
utilizzando acciaio dolce e quindi galvanizzati. I miei sono stati
realizzati in acciaio inox da uno specialista. Timoni interni ad asse
sospeso sono disponibili in alternativa per coloro che non amano il timone
sospeso sullo specchio di poppa. |
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Costruirsi
la chiglia in garage
La
chiglia è configurata come un profondo bulbo a delta che mantiene il CG
(centro di gravità) della zavorra basso quanto occorre. E' realizzata da
una barra che funge da bordo di attacco e da un paio di grossi tubi murali
che forniscono una struttura molto rigida, sulla quale fasciare la pinna.
I tubi dirigono semplici saldature del fasciame sulla struttura, al posto
del più comune problema di dover stendere il rivestimento contro il bordo
di traverse interne formate da lastre flessibili e di saldare contro di
esse. La realizzazione di questa chiglia rimane nell'ambito delle
capacità di un dilettante competente, con esperienza nella saldatura. La
mia la ho costruita nel mio garage senza alcun equipaggiamento per la
sagomatura delle lastre. La zavorra di piombo è stata fusa in una caldaia
di ghisa su un fuoco libero e colata nella cassaforma. |
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Performance
a vela
La
mia barca è stata varata ed ha navigato per la prima volta nel tardo
1995. Nel corso di tre mesi ha navigato per quasi 10.000 miglia, incluse
due traversate dell'Atlantico Meridionale. La traversata in poppa da Cape
Town a Rio è durata 21 giorni, fissando in 240 miglia la propria miglior
media giornaliera, alla velocità massima di 17 nodi, con cinque persone
di equipaggio. Solo uno yacht di dimensioni analoghe ci ha battuto
all'arrivo a Rio, un trimarano di 38 piedi in materiali compositi. Tra i
motoscafi che ci batterono, il più piccolo è stato un 42' da regata
IMS. Il ritorno fu effettuato in doppio, con la maggior
parte della navigazione in pesanti condizioni di vento contrario che hanno affondato una
barca e disalberato altre due.
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L'anno
seguente abbiamo navigato in una regata costiera con un equipaggio formato
da due coppie e da mia figlia di 9 anni. In un ampia gamma di condizioni
di navigazione abbiamo guidato la classifica in ogni gara. Il mio Didi38
ha dato prova di essere veloce, robusto e divertente da condurre. Il suo
grafico delle polari è raggiungibile attraverso questo
link. |

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Costruzione
economica
Il
costo del materiale per realizzare lo scafo, la coperta e la struttura
interna della mia barca è stato di 30.000 Rand (7.000US$), riferiti al
1994/95. La spesa ha incluso tutto il legname, gli adesivi, i rivestimenti
in epossidica, vernici interne ed esterne, fissaggi (chiodi e viti),
basamento, strutture di sostegno etc.. ed il 14% di VAT. Quando parlo di
struttura interna, intendo inclusi gli arredi previsti per una barca da
regata standard, cioè niente addobbi o finiture stravaganti ma un
allestimento confortevole. Raramente sono riuscito a spuntare sconti
superiori a quelli ottenibile dal comune uomo della strada nell'acquisto
dei materiali strutturali, così i costi da me sostenuti possono essere
considerati rappresentativi.
Il
costo complessivo da me sostenuto è stato di circa 200.000 R (Rand)
(45.000 US$). Ciò si traduce in un sacco di barca per quel denaro.
Ho
creduto per lungo tempo che l'acciaio fosse il materiale meno costoso per
la costruzione ma questo progetto ha dimostrato il contrario, in larga
misura. C'era anche la piccola spesa in più nel sagomare lo scafo, come
richiesto per uno scafo di qualità, perché uno scafo in compensato è
auto-sagomante (?). Questo metodo di costruzione può essere pesantemente
battuto in termini di "miglior barca" o di maggiore velocità
per il tuo budget. |
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Costruzione
rapida
Anche
il contributo della manodopera è stato straordinariamente basso,
fortunatamente è stato così, altrimenti non l'avrei potuta portare a
termine, intendo la traversata dell'Atlantico del Sud. Dall'inizio della
costruzione al varo sono state impiegate approssimativamente 3000 ore di
lavoro, molte delle quali svolte da solo nel tempo libero. Dall'inizio
alla fine sono trascorsi 24 mesi. |
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Tu
puoi farlo.
Tutti
noi ci lamentiamo dell'aumento vertiginoso dei costi dell'andar per mare e
molti la usano come scusa per non impegnarsi nell'impresa. Io ho costruito
la mia prima barca con chiglia nel 1970, per un costo totale di circa il
40% di una barca equivalente di produzione e non si differenziava alquanto
da questa. Ciò dimostra che una persona pratica può cominciare a
navigare con una spesa ragionevole. Comunque, non si deve sottostimare il
costo complessivo in termini di tempo e impegno personale. Un progetto di
autocostruzione non potrà avere successo senza un irriducibile spirito di
iniziativa e dedizione al programma. Dopo il progetto della mia terza
barca autocostruita penso di essere qualificato per dire che non è cosa
da prendere alla leggera.
D'altra
parte, se si possiede il necessario spirito di iniziativa, non bisogna
farsi intimidire dalla complessità della costruzione di una grossa barca.
Per ogni passo lungo la via, dall'acquisto del primo pezzo di legno al
varo, c'è un successivo passo logico. Una volta al lavoro, sarà
possibile vedere chiaramente quale dovrà essere il passo successivo. |
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Assistenza
da parte del progettista
Un
progettista rispettabile dovrebbe essere sempre a portata di mano per
assistervi in caso di dubbio durante la costruzione. Il prezzo dei piani
di costruzione è la peggiore voce sulla quale risparmiare sui costi
quando si intende costruire una barca, perché in tal caso il progettista
non potrebbe permettersi di impiegare tempo nell'assistenza post vendita. |
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Prima di acquistare, assicuratevi che il progettista
possa fornirvi assistenza perché pochi altri progettisti saranno disposti a tirarvi fuori dai guai
se vi saranno problemi .
I mezzi moderni di comunicazione
oggi permettono comunicazioni quasi istantanee tra i luoghi più distanti
nel mondo.Se il progetto che vi piace è opera di un architetto che si trova distante da voi, egli
potrà comunque fornirvi una rapida assistenza come se si trovasse dall'altra parte della città.
Il costo dei piani costituirà una piccola parte
del costo complessivo della barca.
Se si acquista solo in base al prezzo, i piani potrebbero costituire solo una parte di un costoso errore.
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Progetti
della serie Didi
Ho
fatto seguire al progetto del Didi38 quello di una piccola sorellina, il
Didi 34, che utilizza gli stessi criteri costruttivi sopra
descritti.
Il
terzo progetto ad essere completato è il Didi26, barca performante,
carrellabile, nella quale si utilizzano sistemi leggermente differenti che
sono stati adattati alla costruzione di barche più piccole. Il trave di
chiglia costituito da una trave ad "I" è sostituito da una
dorsale in compensato con incastri a reticolo (egg-crate fashion in
inglese è: a forma di cesta per uova) delle paratie per un rapido
assemblaggio. Utilizza anche il metodo stitch and glue per costruire una
tuga multispigolo piuttosto che il metodo più convenzionale a bolzone
più dispendioso in termini di tempo.
Il
progetto successivo della serie appartiene alla classe Mount Gay 30, il Didi
30.
Questo utilizza una combinazione dei metodi utilizzati per le sorelle
minore e maggiore, presentando una struttura ad incastro dello scafo ed
una tuga stitch and glue. Alcune
di queste barche sono in costruzione dal
sudamerica all'europa dell'est.
Il
quinto è il Didi Mini, ispirato alla classe dei Mini 6.5 (Mini Transat)
Offre una barca competitiva che può essere realizzata da costruttori
dilettanti. Utilizza metodi di costruzioni simili al Didi 26 ma ha la
chiglia fissa. |
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