Studiata soprattutto per
navigazioni in solitario o con equipaggio
ridotto in piena sicurezza, è adatta anche
ad equipaggi scuola grazie al suo
grande pozzetto.
(versione
tuga corta)
Le
linee d'acqua ricalcano quelle del TLC19
di Dudley Dix dal quale è stata sviluppata la barca "Zulu
Dawn",
con cui Anthony Steward ha compiuto un giro del mondo.
Il
resto della barca è stato completamente rivisto da Cristian Pilo, con
nuove appendici, un moderno layout per coperta e interni, un più
efficiente piano velico e un rig semplice ma funzionale.
Il piano velico
abbondante ma non
esagerato, le appendici
ben dimensionate e
le linee d'acqua moderne
le assicurano
una
buona velocità a tutte le andature.
Per
l'attrezzatura velica si è
optato per un armo
frazionato,
a metà strada tra
un 3/4 ed un 7/8, con crocette
acquartierate di circa
30° e con un sezione
dell'albero
sovradimensionata,
in modo da
non
rendere
necessario l'uso di
un paterazzo o di
sartie
volanti,
che sono presenti comunque
come volanti
non
strutturali in tessile ad
alto carico (spectra)
per
utilizzi in condizioni meteomarine
particolarmente
gravose o laddove
in regata si vogliano
utilizzare
spinnaker
o gennaker anche
con venti robusti.
La
configurazione velica è quella
classica a sloop,
con
una randa importante,
con stecche a tutta
lunghezza molto allunata
e un fiocco a bassa
sovrapposizione ingarrocciato sullo strallo di prua;
nei
piani è prevista
l'attrezzatura per amare uno spinnaker su tangone o un asimmetrico
su un bompresso retrattile poggiato sulla coperta, a
seconda
delle preferenze dell'armatore.
L'albero,
con drizze interne, è poggiato in coperta,
con
un puntone di
contrasto sottocoperta che scarica sugli elementi strutturali
della barca, tutte
le manovre sono rinviate in pozzetto per ottimizzare la sicurezza
a bordo e vengono controllate da due robuste batterie di
tre
stopper;
Nella imbarcazione fotografata l'armatore ha optato
per una
configurazione a 4 winches, ma due sono già più che
sufficienti.
Nelle
immagini si possono
vedere le attrezzature
di coperta con i
winches,
i rinvii a
piede
albero e le batterie
di stopper che controllano
le drizze e le borose
dei terzaroli della
randa, le rotaie del fiocco
per la regolazione del
punto scotta, il tambuccio
scorrevole che
chiude la discesa sottocoperta
Il
pozzetto, profondo ed eccezionalmente spazioso per una barca
di 6 metri ( è più grande di quello di un J24), permette
grandi libertà di movimento anche con equipaggi
numerosi.
Questo
è l'Idea 19 costruito dal
Cantiere TLY
Guarda
i primi test in acqua dell'Idea 19
TLY,
realizzati in Aprile 2006 a Jesolo.
Clicca su Play. Se
desideri scaricare il video con Windows
Media Player clicca qui
Questo invece è il video di "Frasca",
l'idea 19 interamente autocostruito da Leonardo Biaschi,
in navigazione con vento a 25 nodi.
Il
filmato, realizzato con il telefonino, non è di
grande
qualità ma mostra le ottime doti marine
dell'idea
19, anche in condizioni di vento teso.
La
deriva mobile si solleva con un semplice paranco ausiliario
o tramite winch che demoltiplica il peso della deriva rendendo
inutili martinetti idraulici o sistemi complessi.
Il
pescaggio elevato a chiglia abbassata, unito all’importanza
del peso in basso, fa
si che l’imbarcazione goda di
una
stabilità assolutamente notevole: con la barca
sdraiata a 90 ° sull’acqua,
in testa d ’albero vi è ancora una spinta residua
di
35 kg che riporta la barca
in assetto normale in pochi secondi.
Il doppio timone assicura
un
ottimo governo con
la barca sbandata e lascia libera la poppa per un
fuoribordo di 2-4 hp in
un supporto retraibile
La
prolunga ha una buona escursione e permette
al timoniere di
posizionarsi al centro per avere un miglior controllo con arie
leggere.
La deriva mobile permette
un facile accesso anche ai bassi fondali, sia all'ormeggio nei porticcioli che
nell'avvicinamento alle spiagge.
Basso peso e
deriva mobile consentono
una facile
carrellabilità dell'Idea 19,
favorendo agili
e veloci
spostamenti verso i campi di regata o le
località di
villeggiatura, con alaggio/scalo dagli scivoli o dalla
spiaggia, senza la necessità di
gru o di costose (e
non sempre presenti) strutture attrezzate in porto.
La
cabina, pur nelle sue piccole dimensioni, offre un ragionevole
spazio interno con tre comode cuccette, un mobiletto con lavello
e fornello e un tavolino che può essere
abbassato per formare il classico cuccettone doppio. Il tavolino può
anche essere rimosso e
deposto a prua. Si è preferito rinunciare a una cuccetta in favore di
un ampio gavone per le vele o per gli indumenti bagnati. Sotto le cuccette vi
è spazio per gavoni
e serbatoi integrati, tali da aver riserve di acqua e viveri per una
settimana di navigazione.
E'
una barchetta con la quale estendere
i
limiti di un day-sailer tradizionale sino a poter compiere, con equipaggi ridotti, traversate mediterranee in sicurezza e
campeggi nautici di un certo impegno.
E' importante aver
chiaro il concetto
che la cabina serve esclusivamente
come riparo nelle soste e per i turni di riposo durante la navigazione.
E' la filosofia della tenda ad igloo più
che della
"roulotte, non realizzabile su
una barca di questo tipo e
di queste dimensioni.
Un buon tendalino in pozzetto migliorerà
il
comfort generale della barca nelle soste in rada o all'ormeggio in
porto.
Gli
interni in questa versione costruita dal cantiere
TLY su
richiesta dell’armatore e in parte da lui stesso realizzati.
Il quadrato,
composto dalle cuccette di prua. Manca ancora il tavolino rialzabile sagomato per formare la cuccetta doppia
Il mobiletto per il fornello (in questo caso mancante)
e il
lavello. Il rubinetto è flessibile e allungabile, per
la doccetta esterna
La cuccetta di poppa,
al quarto sotto la panca del pozzetto, è sufficientemente abitabile
Diverse
configurazioni per tuga e coperta:
sono consentite diverse opzioni, purché siano mantenute entro
tolleranze accettabili le volumetrie interne in cabina e le
misure standard del rig .
Tuga
tonda - La
configurazione standard scelta da Leonardo Braschi per "Frasca"
Tuga
squadrata
- Per "Cassiopea"
Francesco Romano ha preferito la tuga a spigolo, più facile e
veloce da realizzare in "Stitch & Glue"
Tuga
lunga -
Il cantiere Ecorimar ha modificato la tuga
allungandola e diminuendo lo spazio in pozzetto, in prospettiva
di lunge navigazioni d'altura
in solitario. Il
tambuccio è stato sostituito da un robusto portello
stagno; il carrello del trasto della randa è spostato a poppa,
come su molti Mini 6.50.
L'Idea
19 nasce come progetto per
autocostruttori, falegnami, artigianio
per piccolicantieri
professionali *.
I
piani di costruzione sono composti da 16
tavole 60x80 cm che riportano minuziosamente tutti i
particolari della barca:
dalle linee d'acqua a tutte le specifiche
di costruzione compresi scalo, scafo e coperta, interni, deriva
(pivotante o a baionetta) con bulbo, albero e vele, attrezzatura
di coperta.
Il
livello
di dettaglio dei piani è tale che l'autocostruttore non
deve inventarsi nulla. Tutti i particolari sono
studiati e disegnati per una facile comprensione.
La
tecnica costruttiva della barca
è quella per il legno con resina epossidica
in strip
planking oppure quella per il sandwich in vetroresina, quest'ultima
riservata ai cantieri professionali o ad autocostruttori evoluti.
Per i cantieri è prevista anche una versione in
vetroresina piena da stampo femmina
*
Per le costruzioni professionali si è deciso volutamente di non concedere diritti di esclusiva
ad alcuno: qualsiasi cantiere, falegname o artigiano può
costruire l'Idea 19 acquistando i piani (o la royalty per più costruzioni ).
Il
tipo di costruzione più semplice e veloce da realizzare
è lo Strip Planking,
realizzato sulle stesse paratie della barca e su seste
provvisorie.
Lo
scafo è costituito da listelli di Cedro
Rosso (West Red Cedar) o di Abete
incollati tra loro con resina
epossidica e rivestito con tessuti
e-glass
sia all'interno che all'esterno. Il risultato sarà un guscio
monolitico di eccezionale leggerezza e
robustezza che nulla ha da invidiare
a
scafi in composito anche tecnologicamente avanzato !!!
la
posa dei listelli
l'incollaggio
dei listelli
il
guscio completato
Le
foto mostrano alcuni momenti della costruzione dell'Idea 19TLY
(Tecno-Legno-Yacht), proposto
dal cantiere anche in Kit di montaggio
Ia
Ecorimar di Ariccia, un'azienda specializzata in costruzioni metalliche,
ha realizzato una
versione custom in alluminio con un allestimento da vera
"offshore". I primi test con venti fino a 22 nodi
sono stati molto soddisfacenti.
Ecorimar,
ha successivamente modificato il suo Idea 19 in alcuni dettagli (tuga lunga, chiglia
fissa, ballast da 150 litri, ecc) per l'oceano e per lunge regate d'altura in Mediterraneo. Eccola
in solitario nell'impegnativa regata "Cartago - Dilecta Est", da Fiumicino alla Tunisia.
L'Idea
19 è anche e soprattutto una barca per le regate
ed ambisce ad organizzarsi in classe: non un monotipo come
tanti altri, costruito da un unico cantiere, ma un progetto
condiviso su cui si confrontano non solo gli equipaggi ma
anche tutti i costruttori,
Così
non vincerà solo l'equipaggio più abile in regata ma anche
la barca del cantiere, dell'artigiano o dell'autocostruttore più
bravo.
Le
regole di classe saranno semplici ma ben definite, con molta
attenzione soprattutto al contenimento dei costi di
costruzione e di gestione, oltre che al mantenimento di
un alto standard di sicurezza per gli equipaggi.
A
supporto, sia per la costruzione dell'Idea 19 che per
l'associazione di classe, è aperto il
Forum " Racers
Forum", dove ognuno può partecipare per portare il proprio contributo di idee
ed esperienza. Inoltre, con l'iscrizione alle Newsletter,
è possibile tenersi informati sullo sviluppo dell'associazione
di classe e sulle sue attività .
Le
regate saranno impegnative ma alla portata di dilettanti
appassionati. Lo spirito sarà quello del raduno tra amici ma
con competizioni vere e agguerrite, non solo tra regatanti ma
anche tra i costruttori.