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"Lunica"……..una gran bella barca !!!!

Pagina 2

 

Rimaneva ancora da realizzare l’alberatura, che secondo me andava fatta sicuramente in legno e finita con vernice trasparente.

E così, siccome un albero di legno già pronto e alto intorno a 6 metri non sapevo proprio dove andarlo a pescare, ho deciso di costruirmelo da solo, sia l’albero che il boma.

 

Vi posso assicurare che l’esperienza è stata bellissima e una volta terminati i lavori, la soddisfazione tanta. E' quasi come costruirsi un’altra barca.

 

 

Dopo aver guardato un po’ in giro, ho optato per un’essenza di pino seminetto e per una sezione che a partire dalla scassa, fino un po’ sopra la panca, era rettangolare da 62x80 mm. con angoli smussati, quindi ancora una sezione sempre delle stesse misure, ma ovale fino a 5 metri di altezza, per poi proseguire fino alla quota di 6,15 metri (tanto è venuto alto), con una rastrematura ovviamente solo sulla parte anteriore fino a diventare perfettamente tonda.

Per realizzare l’albero, ho dovuto costruire un tavolo di lavoro lungo 6,5 metri e perfettamente in piano. (questa è stata la cosa più noiosa da fare).

L’albero, l’ho realizzato naturalmente vuoto all’interno, partendo con dei listelli da 40x10, piallati e lunghi sempre 2 metri (non ho trovato niente di meglio) quindi li ho dovuti unire insieme per formare due strisce larghe 80 mm. spesse 10 mm. e lunghe ben 6,15 metri.

Su ogni striscia, ho poi incollato, da una parte (diciamo a proravia) un listello da 15x15 mm. per tutta la lunghezza ed a fianco a questo, un altro listello triangolare, mentre dall’altra parte (diciamo a poppavia) che poi è la parte dove ho realizzato anche la canaletta per infierire la randa, due listelli accoppiati, sempre da 15x15 mm.

 

 

Sopra al listello a proravia dell’albero ho incollato una striscia di compensato marino da 6 mm. larga 15 mm. e lunga quanto l’albero, lo stesso ho fatto sopra il primo listello a poppavia, quello verso l’interno dell’albero, solo che anziché 15 mm. l’ho 

fatta larga 12 mm. mentre sul secondo listello sempre a poppavia, la striscia di compensato, anziché da 6 mm. l’ho messa 

da 4 mm., avendo cura di lasciare tra la striscia da 6 e quella da 4 mm. uno spazio di 12 mm. che è quello che serve per realizzare la canaletta.

Questa composizione, la si può osservare più chiaramente sulla foto del disegno della sezione, in alto nella pagina.

 

Mi rendo conto, che ha leggere la descrizione sopra, il discorso, può sembrare eccessivamente macchinoso e complicato, ma vi assicuro che non è così, la cosa è molto più facile a farsi che a dirsi.

 

 

Ma andiamo avanti.

Per realizzare la canaletta ho riempito tramite una grossa siringa lo spazio di 12 mm. rimasto tra la striscia di compensato da 6 mm e quella da 4 mm. con della resina epossidica addensata con silice, sopra alla quale, ho steso un nastro di fibra di vetro unidirezionale, largo circa 15 mm. quindi una striscia di comunissimo polipropilene ed infine ho messo sopra al polipropilene una verga di acciaio cromato del diametro di 12 mm. e lunga 3 metri (quello utilizzato per costruire gli steli dei pistoni pneumatici) infine, ho stretto il tutto con dei morsetti, sia lo stelo che il piano del tavolo, facendo debordare senza troppe preoccupazioni, tutta la resina in eccesso.

 

La differenza di spessore tra il compensato da 6 mm. e quello da 4 mm. (2 mm.) che una volta "chiuso" l’albero diventano 4, serve a creare l’apertura della canaletta per l’infieritura della vela, come si può dedurre anche dalla foto del disegno.

 

 

Il giorno dopo, ho disarmato il tutto (morsetti, stelo e polipropilene) ho rifilato accuratamente tutta la resina in eccesso, con una pialla vecchia, in quanto la resina rovina il filo del ferro che taglia e così ho ottenuto una perfetta semicanaletta fatta in "stampo".

L’unico inconveniente è che la barra di acciaio la si trova solo della lunghezza di tre metri (almeno dalle mie parti) e quindi la canaletta, bisogna farla per forza in due volte.

Una volta costruiti i due pezzi (semialberi) con il sistema sopradescritto, ho applicato all’interno di ciascuno, uno strato di fibra di vetro da 400 gr/mq. rinforzando nei punti di maggiore sollecitazione, (...attacco crocette, attacco sartie ecc.) con ulteriori 5/6 strati della stessa fibra.

 

 

Ho anche incollato 5 ordinate in compensato da 6 mm. equidistanti tra loro e prima di "chiudere" l’albero ho fatto passare i due messaggeri che serviranno in seguito a tirare dentro le drizze della randa e del fiocco.

Naturalmente, è importantissimo che quando si "chiude" l’albero, esso sia perfettamente in piano, ed i morsetti, vanno messi equidistanti ed il più vicino possibile uno all’altro, comunque devono aggrappare sia l’albero che il piano del tavolo.

 

 

A questo punto, l’albero è fatto, ma solo nel suo interno, quindi armato di pazienza e con molta calma, ho incominciato a farlo diventare, da rettangolare a ottagonale dove serviva e così via fino ad ottenere le sezioni sopradescritte.

  

Una volta raggiunta la forma voluta e lisciato per bene il tutto con carta vetrata fine, ho provveduto a passare due mani di resina epossidica, carteggiando tra una mano e l’altra, quindi 6 mani (avete capito bene, sei mani) di vernice poliuretanica bicomponente trasparente, carteggiando leggermente tra una mano e l’altra.

Una bella fatica, ma ampiamente ripagata dal risultato finale.

 

Per il boma, che ho provveduto a realizzare con la stessa sezione ovale dell’albero (80x62 mm.) ho utilizzato anche lo stesso procedimento di costruzione, compresa anche la realizzazione della canaletta, solo che è più corto (solamente 2,4 metri) quindi ho finito prima.

 

A questo punto dei lavori, manca l’esecuzione del ciclo di verniciatura eterno, la realizzazione delle panche laterali e del bottazzo, che penso di realizzare in mogano, ma l’albero, con tutta la sua ferramenta, il boma ed il timone, sono terminati.

 

 

E’ mia intenzione, costruire anche le vele con il metodo che Paul Fischer descrive nel suo libricino " Far da sé le vele per la propria barca"

 

 

Appena avrò terminato i lavori, prometto di inviare tutta la documentazione completa e fino alla fine (.compreso il varo) della nascita di " Lunica"

Nel frattempo se a qualcuno venisse in mente di imitarmi, specialmente nella realizzazione dell’albero, non ha che da contattarmi via e-mail, il mio indirizzo è : 

stefano702@vodafone.it 

e sarò ben lieto di fare una chiacchierata su questa magnifica esperienza.

 

 

 

 

 

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