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i
materiali nel catalogo:
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"Lunica"……..una
gran bella barca !!!!
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Rimaneva
ancora da realizzare l’alberatura, che secondo me andava fatta
sicuramente in legno e finita con vernice trasparente.
E
così, siccome un albero di legno già pronto e alto intorno a 6
metri non sapevo proprio dove andarlo a pescare, ho deciso di
costruirmelo da solo, sia l’albero che il boma. |

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Vi
posso assicurare che l’esperienza è stata bellissima e una volta
terminati i lavori, la soddisfazione tanta. E' quasi come costruirsi
un’altra barca. |
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Dopo
aver guardato un po’ in giro, ho optato per un’essenza di pino
seminetto e per una sezione che a partire dalla scassa, fino un po’
sopra la panca, era rettangolare da 62x80 mm. con angoli smussati,
quindi ancora una sezione sempre delle stesse misure, ma ovale fino
a 5 metri di altezza, per poi proseguire fino alla quota di 6,15
metri (tanto è venuto alto), con una rastrematura ovviamente solo
sulla parte anteriore fino a diventare perfettamente tonda.
Per
realizzare l’albero, ho dovuto costruire un tavolo di lavoro lungo
6,5 metri e perfettamente in piano. (questa è stata la cosa più
noiosa da fare).
L’albero,
l’ho realizzato naturalmente vuoto all’interno, partendo con dei
listelli da 40x10, piallati e lunghi sempre 2 metri (non ho trovato
niente di meglio) quindi li ho dovuti unire insieme per formare due
strisce larghe 80 mm. spesse 10 mm. e lunghe ben 6,15 metri.
Su
ogni striscia, ho poi incollato, da una parte (diciamo a proravia)
un listello da 15x15 mm. per tutta la lunghezza ed a fianco a
questo, un altro listello triangolare, mentre dall’altra parte
(diciamo a poppavia) che poi è la parte dove ho realizzato anche la
canaletta per infierire la randa, due listelli accoppiati, sempre da
15x15 mm.
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Sopra
al listello a proravia dell’albero ho incollato una striscia di
compensato marino da 6 mm. larga 15 mm. e lunga quanto l’albero,
lo stesso ho fatto sopra il primo listello a poppavia, quello
verso l’interno dell’albero, solo che anziché 15 mm. l’ho
fatta
larga 12 mm. mentre sul secondo listello sempre a poppavia, la
striscia di compensato, anziché da 6 mm. l’ho messa
da
4 mm., avendo cura di lasciare tra la striscia da 6 e quella da 4
mm. uno spazio di 12 mm. che è quello che serve per realizzare la
canaletta.
Questa
composizione, la si può osservare più chiaramente sulla foto del
disegno della sezione, in alto nella pagina.
Mi
rendo conto, che ha leggere la descrizione sopra, il discorso,
può sembrare eccessivamente macchinoso e complicato, ma vi
assicuro che non è così, la cosa è molto più facile a farsi
che a dirsi.
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Ma
andiamo avanti.
Per
realizzare la canaletta ho riempito tramite una grossa siringa lo
spazio di 12 mm. rimasto tra la striscia di compensato da 6 mm e
quella da 4 mm. con della resina epossidica addensata con silice,
sopra alla quale, ho steso un nastro di fibra di vetro
unidirezionale, largo circa 15 mm. quindi una striscia di
comunissimo polipropilene ed infine ho messo sopra al
polipropilene una verga di acciaio cromato del diametro di 12 mm.
e lunga 3 metri (quello utilizzato per costruire gli steli dei
pistoni pneumatici) infine, ho stretto il tutto con dei morsetti,
sia lo stelo che il piano del tavolo, facendo debordare senza
troppe preoccupazioni, tutta la resina in eccesso. |

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La
differenza di spessore tra il compensato da 6 mm. e quello da 4
mm. (2 mm.) che una volta "chiuso" l’albero diventano
4, serve a creare l’apertura della canaletta per l’infieritura
della vela, come si può dedurre anche dalla foto del disegno. |
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Il
giorno dopo, ho disarmato il tutto (morsetti, stelo e
polipropilene) ho rifilato accuratamente tutta la resina in eccesso,
con una pialla vecchia, in quanto la resina rovina il filo del ferro
che taglia e così ho ottenuto una perfetta semicanaletta fatta in
"stampo".
L’unico
inconveniente è che la barra di acciaio la si trova solo della
lunghezza di tre metri (almeno dalle mie parti) e quindi la
canaletta, bisogna farla per forza in due volte.
Una
volta costruiti i due pezzi (semialberi) con il sistema
sopradescritto, ho applicato all’interno di ciascuno, uno strato
di fibra di vetro da 400 gr/mq. rinforzando nei punti di maggiore
sollecitazione, (...attacco crocette, attacco sartie ecc.) con
ulteriori 5/6 strati della stessa fibra.
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Ho
anche incollato 5 ordinate in compensato da 6 mm. equidistanti tra
loro e prima di "chiudere" l’albero ho fatto passare i
due messaggeri che serviranno in seguito a tirare dentro le drizze
della randa e del fiocco.
Naturalmente,
è importantissimo che quando si "chiude" l’albero, esso
sia perfettamente in piano, ed i morsetti, vanno messi equidistanti
ed il più vicino possibile uno all’altro, comunque devono
aggrappare sia l’albero che il piano del tavolo.
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A
questo punto, l’albero è fatto, ma solo nel suo interno, quindi
armato di pazienza e con molta calma, ho incominciato a farlo
diventare, da rettangolare a ottagonale dove serviva e così via
fino ad ottenere le sezioni sopradescritte.
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Una
volta raggiunta la forma voluta e lisciato per bene il tutto con
carta vetrata fine, ho provveduto a passare due mani di resina
epossidica, carteggiando tra una mano e l’altra, quindi 6 mani (avete
capito bene, sei mani) di vernice poliuretanica bicomponente
trasparente, carteggiando leggermente tra una mano e l’altra.
Una
bella fatica, ma ampiamente ripagata dal risultato finale.
Per
il boma, che ho provveduto a realizzare con la stessa sezione ovale
dell’albero (80x62 mm.) ho utilizzato anche lo stesso procedimento
di costruzione, compresa anche la realizzazione della canaletta,
solo che è più corto (solamente 2,4 metri) quindi ho finito
prima.
A
questo punto dei lavori, manca l’esecuzione del ciclo di
verniciatura eterno, la realizzazione delle panche laterali e del
bottazzo, che penso di realizzare in mogano, ma l’albero, con
tutta la sua ferramenta, il boma ed il timone, sono terminati. |
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E’
mia intenzione, costruire anche le vele con il metodo che Paul
Fischer descrive nel suo libricino " Far da sé le vele per la
propria barca" |
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Appena avrò terminato i lavori, prometto di inviare tutta la
documentazione completa e fino alla fine (.compreso il varo) della
nascita di "
Lunica"
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Nel
frattempo se a qualcuno venisse in mente di imitarmi, specialmente
nella realizzazione dell’albero, non ha che da contattarmi via
e-mail, il mio indirizzo è :
stefano702@vodafone.it
e
sarò ben lieto di fare una chiacchierata su questa magnifica
esperienza. |

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