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Le
barche da costruire con
il
metodo Stitch & Glue:
i
materiali nel catalogo:
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Il
metodo Stitch And Glue
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Il metodo stitch and glue, letteralmente cuci e incolla, venne applicato per la prima volta in Inghilterra per le applicazioni nautiche alla fine degli anni ‘60 per una piccola barca a vela destinata ai costruttori dilettanti.
Il sistema non richiede particolari abilità, solo una discreta manualità e cautela nell’uso delle resine epossidiche. Gli attrezzi necessari sono quei pochi dell’hobbistica (trapano, seghetto alternativo ecc.). Il tempo di lavorazione è ridotto a poche ore. Il costo globale è inferiore a qualsiasi altro tipo di costruzione.
Semplicità e velocità di costruzione ne hanno decretato il successo dapprima presso gli autocostruttori, poi anche in piccoli cantieri artigianali. Oggi si costruiscono barche a vela e a motore fino a circa 6.50 mt. Si può realizzare di tutto, dagli aborti ai capolavori.
Alla
fine si ottiene un guscio monolitico che è superiore, per leggerezza e
resistenza strutturale, alle barche in vetroresina o in compensato
tradizionale
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A grandi linee, questo è il metodo costruttivo:
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Le
tavole di compensato, già tagliate secondo lo sviluppo dei piani, vengono
unite, o meglio cucite, con del filo di rame.
Non
sono necessarie molte cuciture per far combaciare le tavole, se queste
sono state tagliate bene. Se in qualche punto le tavole sono distanti fra
loro (una tolleranza di 10 mm è ancora accettabile), poco importa: la
resina applicata successivamente coprirà questi difetti.
Ovviamente,
più si è precisi, meglio è.
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Lo scafo comincia a prendere forma. |

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Ora bisognerà raddrizzarlo e metterlo in squadra. E’ un’operazione delicata perché dalla precisione dipenderà l’equilibrio generale della barca.
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Lo scafo sarà fissato sullo scalo, già preparato.
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A
questo punto si passa all’incollaggio degli spigoli con la resina
epossidica e si rinforzano con la laminazione di uno - due strati di nastro in fibra,
cominciando dall'interno, secondo questo procedimento: |
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Sulla parte esterna dello spigolo si applica del nastro adesivo (va bene quello da imballaggio) per evitare sbavature di resina.
Nella parte interna sarà applicata la resina con le microfibre e gli eventuali strati di fibra di vetro, così da creare un filetto che salderà definitivamente le tavole di compensato.
Le cuciture di metallo sono affogate nella resina
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Si procede all’incollaggio delle paratie trasversali, di eventuali
correnti e cornici di rinforzo, di panche laterali, gavoni, piano di coperta,ecc., sempre con i filetti di
resina e il nastro in fibra.
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Le paratie e gli altri componenti hanno anche funzione di rinforzo strutturale, creando una struttura monolitica rigida e resistente alle torsioni.
A seconda dei piani di costruzione, sarà gia possibile in questa fase effettuare la laminazione interna dello scafo, procedimento che vedremo più avanti.
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| Ora lo scafo è sufficientemente rigido e può essere capovolto per la resinatura esterna. |

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Si rimuove il nastro adesivo e si tranciano le cuciture
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Si resinano gli spigoli esterni, con l’eventuale aggiunta del nastro
di fibra di vetro . |
Se necessario, si smussano gli angoli.
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Si passa ora
alle fasi finali, con la laminazione e la finitura.
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La barca viene laminata con più strati di resina epossidica e, se è il caso, con fibra di vetro.
l’ultimo strato sarà uno stucco epossidico leggerissimo o con la resina caricata con microsfere minerali o fenoliche
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Allo stesso modo,se non è stato già fatto
prima, si farà per la parte interna dello scafo.
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Nelle varie fasi di laminazione dovrà essere fatta una perfetta carteggiatura, fino ad ottenere una superficie liscia, lucida e brillante.
Infine si vernicia lo scafo con smalti poliuretanici bicomponenti e lo si lucida con
paste lucidanti e cere brillantanti.
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| Lo scafo è finito.Se il lavoro è stato fatto bene,
avremo ottenuto un prodotto di eccezionale leggerezza e resistenza.
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| Possiamo ora montare gli
accessori di coperta.
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